PagoPA: come implementarlo e quali passi compiere per arrivare in tempo all’erogazione del contributo PNRR

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La Misura 1.4.3 del PNRR rappresenta un’opportunità strategica per gli enti pubblici che devono completare la migrazione e l’attivazione dei servizi di incasso su pagoPA. Tuttavia, il percorso non è solo tecnico: richiede il rispetto di un cronoprogramma preciso e il completamento dell’asseveramento entro il 31 marzo 2026, data oltre la quale non sarà più possibile completare le operazioni.

Di seguito analizziamo cosa prevede la misura, le principali criticità operative, un modello già adottato con successo e agli step necessari per chiudere correttamente il progetto.

1. Misura 1.4.3: cosa finanzia, obiettivi e cronoprogramma

La Misura 1.4.3 finanzia la migrazione e l’attivazione dei servizi di incasso degli enti sulla piattaforma pagoPA, attraverso un contributo a fondo perduto riconosciuto in forma forfettaria.
L’importo finanziato dipende da due fattori:

  • il numero di servizi di incasso attivati;

  • la classe di popolazione del Comune.

Tra gli obiettivi operativi, indicati negli allegati alla misura, vi è l’obbligo per ogni ente di attivare un pacchetto minimo di servizi, che varia in base alla dimensione demografica:

  • Comuni fino a 20.000 abitanti: almeno 3 servizi;

  • Comuni oltre i 20.000 abitanti: almeno 5 servizi.

È possibile attivare servizi aggiuntivi, fino al raggiungimento del cosiddetto full pagoPA, aumentando proporzionalmente il contributo riconosciuto.

Dal punto di vista temporale, il cronoprogramma è vincolante:

  • il progetto inizia con la notifica del decreto di finanziamento;

  • entro 180 giorni l’ente deve individuare e contrattualizzare un fornitore (partner tecnologico);

  • entro 240 giorni dalla contrattualizzazione devono avvenire la migrazione e l’attivazione dei servizi;

  • completata l’attivazione, si avvia la procedura di asseveramento.

2. Aspetti operativi e criticità ricorrenti: il ruolo chiave del partner tecnologico

L’implementazione di pagoPA nell’ambito della Misura 1.4.3 non è un’attività puramente formale, ma richiede una combinazione di interventi amministrativi, organizzativi e tecnici. L’ente è chiamato a gestire procedure burocratiche e integrazioni con i software gestionali già in uso.

Le principali criticità emergono soprattutto nei piccoli e medi enti, che frequentemente si trovano a dover affrontare:

  • una carenza di risorse tecniche interne;

  • competenze specialistiche limitate sull’integrazione pagoPA;

  • tempistiche molto stringenti imposte dal cronoprogramma PNRR.

In questo contesto, il rischio concreto è quello di rallentare il progetto, compromettendo il rispetto delle scadenze e, di conseguenza, l’accesso al contributo.

Il ruolo del partner tecnologico

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Proprio per rispondere a queste difficoltà, è prevista la figura del partner tecnologico qualificato. Il suo ruolo non si limita a un supporto operativo o consulenziale, ma si estende all’accompagnamento completo lungo tutte le fasi del progetto.

Il partner tecnologico affianca l’ente nelle procedure amministrative, nelle configurazioni tecniche e, soprattutto, propone un modello di integrazione efficace, costruito sulla base di competenze specifiche ed esperienza maturata sul campo.

Un modello operativo già collaudato consente di semplificare l’attivazione dei servizi, ridurre i passaggi tecnici più complessi e rispettare le tempistiche previste dalla Misura 1.4.3. In un quadro caratterizzato da scadenze ravvicinate, l’esperienza del partner tecnologico diventa quindi un fattore determinante.

3. Gli step per completare il progetto

Per rispondere alle tempistiche stringenti della Misura 1.4.3 e accompagnare gli enti fino all’asseveramento entro il 31 marzo 2026, Webloom ha strutturato un modello operativo semplificato, che rispetta tutte le fasi previste dalla misura ma riduce al minimo tempi e complessità tecnica.

Il percorso si articola in tre step chiari e collaudati.

Step 1 – Avvio del progetto e scelta del partner tecnologico

A seguito della notifica del decreto di finanziamento, supportiamo l’ente nelle attività iniziali: avvio delle procedure amministrative per la contrattualizzazione del fornitore, accompagnandolo nella procedura di delega formale del partner tecnologico attraverso il portale adesioni di PagoPA.

Step 2 – Attivazione di un portale web dedicato per l’ente

Questo è l’elemento centrale del nostro modello.
Attiviamo un portale web dedicato all'ente, accessibile tramite browser, dal quale il personale autorizzato può:

  • generare avvisi di pagamento pagoPA;

  • gestire pagamenti predeterminati e spontanei;

  • monitorare incassi, ricevute telematiche e flussi di rendicontazione.

 L'attivazione del portale è una procedura tecnica che attiene al partner e non è richiesto alcun intervento da parte dell'ente. Il portale consente di svolgere tutte le operazioni richieste ai fini dell’asseveramento, senza necessità di integrazioni tecniche immediate con i gestionali interni. Questo approccio permette all’ente di essere operativo in tempi molto rapidi e di rispettare il cronoprogramma della misura.

Step 3 – Asseveramento e validazione finale

Una volta completate le transazioni per tutti i servizi previsti dal finanziamento, l’ente può procedere con la fase di asseveramento. La misura 1.4.3 prevede, per questa fase, che per ogni servizio attivato venga effettuata una transazione reale di un cittadino, in alternativa qualora fosse difficile farne una reale, è possibile effettuare delle transazioni di test purché verificabili end-to-end. 

Il corretto svolgimento delle operazioni e la tracciabilità dei pagamenti consentono di superare la verifica e accedere all’erogazione del contributo.

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Perché questo modello è vincente:

Con una scadenza fissata al 31 marzo 2026, il fattore tempo è determinante. Il nostro modello di integrazione si è dimostrato efficace perché:

  • riduce drasticamente i tempi di attivazione;

  • limita il numero di passaggi tecnici iniziali;

  • non richiede interventi immediati sui software gestionali dell’ente;

  • consente di completare rapidamente le attività necessarie all’asseveramento.

In un contesto in cui anche piccoli ritardi possono compromettere l’accesso al contributo, questo approccio rappresenta una soluzione concreta e sostenibile, soprattutto per gli enti con risorse tecniche limitate.

 

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