
La Misura 1.4.4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è dedicata all’integrazione delle piattaforme nazionali di identità digitale SPID e Carta d'Identità Elettronica (CIE).
La scadenza fissata al 31 marzo 2026 impone, tuttavia, tempistiche particolarmente serrate. Nonostante ciò, il completamento del progetto resta un obiettivo realistico. L’adozione di un modello di integrazione semplificato e già sperimentato consente, infatti, di ridurre drasticamente i tempi tecnici, organizzativi e amministrativi, rendendo sostenibile anche l’adeguamento degli enti con minori risorse interne.
Di seguito analizziamo cosa finanzia la misura, quali enti possono accedere al contributo, le criticità operative più frequenti e un modello di implementazione già adottato con successo.

La Misura 1.4.3 del PNRR rappresenta un’opportunità strategica per gli enti pubblici che devono completare la migrazione e l’attivazione dei servizi di incasso su pagoPA. Tuttavia, il percorso non è solo tecnico: richiede il rispetto di un cronoprogramma preciso e il completamento dell’asseveramento entro il 31 marzo 2026, data oltre la quale non sarà più possibile completare le operazioni.
Di seguito analizziamo cosa prevede la misura, le principali criticità operative, un modello già adottato con successo e agli step necessari per chiudere correttamente il progetto.
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La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ha ricevuto un impulso decisivo grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tra le misure previste, la 1.4.5 – Digitalizzazione degli avvisi pubblici rappresenta un passaggio chiave nel processo di modernizzazione delle comunicazioni a valore legale tra enti pubblici, cittadini e imprese.
All’interno di questo contesto si inserisce il servizio SEND – Servizio Notifiche Digitali, una soluzione che non introduce soltanto un nuovo canale tecnologico, ma ridefinisce il modello di gestione e di responsabilità delle notifiche amministrative.
Leggi tutto SEND: Obiettivi della misura 1.4.5 del PNRR, requisiti e vantaggi per i Comuni
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La diffusione crescente dei servizi digitali ha portato molte aziende private a valutare l’integrazione di SPID come meccanismo di autenticazione e onboarding certificato.
Questo articolo analizza in modo tecnico ciò che serve realmente per integrare SPID, quali sono le complessità da considerare e quando affidarsi ad un aggregatore rappresenta la soluzione più efficiente.
Prima di addentrarti in questo argomento, se non conosci il funzionamento di SPID e i principali attori in gioco, potrebbe esserti molto utile la guida “SPID: come funziona, perché è sicuro e quali dati condivide”
Leggi tutto Autenticazione SPID per aziende: costi, aspetti tecnici e ruolo dell'aggregatore

Negli ultimi anni SPID è diventato uno degli strumenti più utilizzati in Italia per accedere ai servizi digitali, lo affermano i dati di attivazione e utilizzo ancora in crescita.
Se per molto tempo è stato considerato un sistema “solo per la Pubblica Amministrazione”, oggi rappresenta un’opportunità importante anche per i fornitori di servizi online privati: banche, assicurazioni, piattaforme HR, gaming, freelance, studi professionali e molte altre realtà.
Ma come funziona SPID dietro le quinte?
Questa guida offre una panoramica su come lavora, quali attori sono coinvolti e quali garanzie di sicurezza introduzione.
Leggi tutto SPID: come funziona, perché è sicuro e quali dati condivide
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